Morgan attaccò anche Vasco: ‘Morto musicalmente a 27 anni’. E il rocker gli rispose così…

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Il botta e risposta durò diversi giorni, tra lanci di agenzia, battute e ribattute. Era l’estate del 2011. Cominciò tutto con un’infelice dichiarazione di Morgan, che a margine della presentazione di “When you’re strange”, il film-documentario sulla storia dei Doors e del loro cantante Jim Morrison, per il quale era stato chiamato a fare da voce narrante per la versione italiana (ruolo ricoperto in quella originale da Johnny Depp), riflettendo sulle star del rock internazionale e sul famigerato club dei musicisti morti a 27 anni (come lo stesso Jim Morrison) disse: “È un’età diabolica, in questi 27 anni c’è un concentrato di lavoro che in altre persone si sarebbe fatto a sessant’anni”. Poi, parlando delle star del rock italiano e commentando alcune recenti parole di Vasco Rossi (“Dovevo morire come Jim Morrison, giovane”), l’attacco: “In un certo senso anche Vasco è morto a 27 anni, almeno musicalmente. Sono serissimo”.

La frecciatina del già giudice di “X Factor”, che l’anno precedente era finito al centro delle polemiche dopo l’intervista a “Max” nella quale aveva rivelato di fare uso di sostanze stupefacenti, dichiarazione che gli era costata l’esclusione dal Festival di Sanremo 2010 condotto da Antonella Clerici (avrebbe dovuto partecipare con “La sera”) e l’allontanamento dal bancone dei giudici del talent show, non passò inosservata al rocker di Zocca. Già particolarmente attivo sui social network, Vasco decise di rispondere a Morgan con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale, nel quale si prese gioco del cantautore:

“Il doppiatore di Johnny Depp? Ma sì è lui… Morgan degli U2, quello che di concerti a San Siro se ne intende, altroché! Poverino… per un barlume di popolarità, cosa non si fa”.

Nei giorni successivi ci fu una tregua momentanea. Poi Morgan tornò ad attaccare Vasco. Lo fece intervenendo ai microfoni della trasmissione di Radio2 “Un giorno da pecora”, commentando l’annuncio fatto da Rossi poco prima ai microfoni del Tg1, quando disse di volersi “dimettere da rockstar” (“Alla fine di questo tour, dopo trent’anni di carriera, dichiaro felicemente conclusa la mia trentennale attività di rockstar”, le sue parole – sappiamo tutti, poi, come andò). La frecciatina lanciata dall’ex leader dei Bluvertigo, stavolta, fu ancora più velenosa:

“Le dimissioni da rockstar di Vasco? Squallide. Primo: la carriera da rockstar non esiste, semmai esiste la vita da rockstar. Secondo: uno che si autodefinisce in questo modo è un po’ squallido. Lui è un po’ permaloso. Perché io l’ho paragonato al gotha dei grandi artisti. Avrebbe dovuto sentirsi onorato, invece che deriso. Invece mi ha risposto dicendo che ‘non me ne intendo di stadi’, e che non ho mai provato il rombo di San Siro tutto esaurito. Io ho fatto concerti in teatri come il Petruzzelli, la Fenice e La Scala, luoghi che non so se abbia frequentato, come artista. A me interessa la musica, non il rombo…”.

E ancora:

“Vasco un grandissimo chansonnier. E spero che ora che ha rinunciato a fare la rockstar torni a scrivere delle vere e proprie chanson, cosa che lui è in grado di fare. Perché fino ad ora dalla sua penna non è uscito che del rock’n’roll un po’ provinciale…”.

Rossi, però, decise di non rispondere alle provocazioni del cantautore.

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